AMBROGINO D’ORO

STELLA D'ORO CONI

Strada

Il Road ancora campione nelle ultra

Inserito da Paaolo Valent il 30/11/2010 alle 16:14 nella sezione strada/1418/vc

Con la 24 ore di Palermo, campionato italiano su pista per la 12 ore e la 24 ore (sono due gare distinte) si è chiusa la stagione dell’ultramaratona 2010 italiana ed il Grand Prix sia individuale che di società.
In attesa di conoscere a giorni i risultati di quest’ultimo parliamo di questa prova.
Due i road presenti, Dario Laurenzi ed il sottoscritto: in piena forma Dario mentre io, francamente, ero un po’ svogliato: dopo la 24 ore di Torino di metà ottobre mi ero allenato complessivamente per sedici chilometri nell’arco di sei settimane (in due sessioni ovviamente…) e per sovrammercato ero e sono sommerso da problemi personali e di lavoro.
Perfetto, allora possiamo partire.

A Palermo il cielo è coperto, temperatura sui 12 gradi alla partenza con un fastidioso vento fresco, d notte un gradevole scirocco e la mattina seguente 23 gradi.
La 24 ore è una gara rassicurante, parti piano, corricchi, cammini, mangi, se piove ti copri, se hai sonno dormi, telefoni alla moglie, parli con gli amici di tante gare ed imprese di infinita lunghezza.
Ma la stanchezza è sempre in agguato, si insinua piano, scivola tra le pieghe della tua mente e come l’acqua trova sempre la sua strada, silenziosa.
Ed allora all’improvviso la strada, la pista, la terra del sentiero si deformano, le linee, i contorni diventano malleabili, plastici come le tue certezze.
Corri o cammini in direzioni diverse, come chi si interroga sul suo futuro e di tutte le strade possibili non riesce a sceglierne nessuna perché nessuna riconosce.

Alla fine della prima ora ero terzo assoluto, ma questo fa parte del mio modo di correre, all’inizio della terza ora è iniziata la crisi che è durata cinque ore: vagavo per la pista completamente privo di forze (mentali), mi fermavo, mi sedevo, ripartivo con uno sforzo immane perché mi rendevo conto che mi stavo perdendo da solo.
Ho mangiato cercando di immagazzinare energie mentre Dario volava ed alla fine della quarta ora era primo assoluto.
I miei concorrenti diretti per il titolo di categoria ovviamente se ne erano accorti per primi (ci voleva poco…) ma in questi casi nel ristretto circo delle ultra scatta sempre una strana solidarietà fatta di interessamento vero, di consigli e di chiacchiere che ti distraggono e ti aiutano ad uscire da quella tortuosa scala a chiocciola che sta scendendo dentro te stesso.
Alla fine dell’ottava ora ero 29° assoluto e ultimo di categoria ma adesso correvo di nuovo.

Sera e notte mi hanno aiutato, tra ritiri e cedimenti ho cominciato a recuperare posizioni: purtroppo anche Dario dopo oltre ottanta chilometri alla grande si è ritirato eppure lui può superare tranquillamente i 200 chilometri e prima o poi lo farà.
Quando venne l’alba il gallo cantava già da tempo: mancavano solo quattro ore al termine ma ormai la stanchezza era alle spalle ed alle dieci del mattino ho finito la mia gara con 162 km e 809 metri, 13mo assoluto e campione italiano di categoria M55.

Paolo Valenti

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