Inserito da Marco Frattini il 09/09/2008 alle 09:34 nella sezione strada/1418/vc
Non siamo ai mondiali dell’82, che ricordo con molto più affetto dell’edizione 2006. E nemmeno lontanamente si può confrontare il valore dell’atleta amatore con quello del professionista.
Ma ormai mi sento in dovere di migliorare: gli sforzi e gli allenamenti che mi impongo non sanno di divertimento, ma di fatica pura che però gratifica.
Chi corre lo sa e lo ripetiamo ogni volta. Ma c’è un lato ludico di tutto questo. Ormai esistono gare mondiali in ogni settore professionale: io le considero delle combinate. L’ambito nazionale non basta più, ormai la cultura è cosmopolita!
Domenica 7 settembre si è svolta la marcialonga running: partenza da Moena e arrivo a Cavalese. 1500 persone,di cui una nutrita delegazione Road per 17 nazioni rappresentate.
All’interno di questa corsa si svolgeva il campionato Mondiale di corsa sulla lunga distanza per i laureati in medicina e odontoiatria, per un totale di circa 91 iscritti.
Come laureato in odontoiatria ne ho preso parte. Il percorso di 25,8 km si snodava su un tracciato che per i primi 22 km erano “agevolati” da un lieve dislivello, non privo di sconnessioni,per poi terminare con un ultimo tratto di salita piuttosto impegnativa.
Facendola breve, mi sono portato a casa una coppa con scritto: Campionato del mondo ecc…1° classificato. Due premesse nella classifica della corsa generale ho chiuso in 54° posizione e il primo classificato della coppa è riferito alla mia categoria mentre nella classifica assoluta “mondiale” sono 3°, quindi una virtuale medaglia di bronzo.
Detto questo, la felicità non tanto per il titolo “mondiale“ del cui valore effettivo se ne potrebbe discutere, è dovuta al fatto di aver centrato un modesto obiettivo, che da un anno rincorrevo. Mai come ieri ho corso con un ritmo decisamente buono, ho migliorato fuori programma il mio tempo sulla mezza di oltre un minuto e testato le gambe in funzione della maratona di Carpi.
Correvo tapasciate da molti anni ma da due, complice la prima maratona a Milano, mi sono buttato a capofitto sulla strada. Ho sempre dato per scontato che avrei realizzato tutto ciò che nella vita mi è stato richiesto o che semplicemente avrei voluto fare: non posso credere che mi sia andata sempre bene.
In allenamento mi chiedo spesso se abbia un senso quello che faccio. La risposta non c’è e nemmeno la ripongo sul bel risultato di questa gara. Ma accade che dopo la doccia guardo i risultati ,faccia un ghigno e nello stesso tempo ti scenda una lacrimuccia.
C’è proprio da ridere se penso di aver fatto un risultato “mondiale!”
Marco Frattini



