Inserito da Franz Rossi il 10/12/2006 alle 17:34 nella sezione storie
Per riderci sopra
di Donatella Vinci
Oggi c’è l’allenamento,
e ci vado a cuor contento.
In un attimo è indossata
la tenuta più indicata.
Me ne vado in Montagnetta
con la musica in cuffietta.
Il cronometro è in funzione:
Via! Si corre! Ciac! Azione!
Pochi passi, e in un istante,
la canzon si fa assordante.
Non la radio (che stupore!):
il frastuon vien dal motore.
Ma che scherzo è questo qua?
“Un su mille ce la fa”
canta sempre il nostro Gianni,
che anche corre senza inganni.
Ogni volta va così:
il dolore è sempre lì.
Sai che bella compagnia
correr con la sciatalgia:
lei ti segue ad ogni passo,
non ti pianta mai in asso.
La salita si fa dura,
fa svegliar la contrattura.
Poi affronto la discesa,
spalle avanti e faccia tesa.
Corro giù a meteorite,
e mi duol la tallonite.
E alla festa – che scintille!
C’è anche il tendine d’Achille!
Poi affronto la salita:
la borsite è inviperita.
Più i chilometri son tanti,
più i dolor sono lancinanti.
C’è il dolore intercostale
e il subbuglio intestinale,
poi il fegato, la milza
dirli tutti… sai che sfilza!
Alla fine, esasperata,
me la batto in ritirata.
Mi avvicino a una panchina
e mi siedo a testa china.
Ho un dolor da controllare
che un piede fa dannare!
E il fastidio, sai cos’era?
Mi è saltata l’unghia nera!
Vien da chiedere, naturale,
se la corsa faccia male.
Fatta spesso e con furore
può mandarti dal dottore.
Per concluder la questione:
fate sport con attenzione:
poco, bene e con costanza,
mai cascar nell’abbondanza.
Ma se proprio del campione
hai in cuor la vocazione,
vai avanti a testa bassa:
l’infortunio arriva e… passa!
dal Runner’s Post di luglio 2006



