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STELLA D'ORO CONI

Cross Trail

Monteregio Trail

Inserito da Marco Frigerio il 22/04/2013 alle 21:15 nella sezione cross & trail/1418/vc

Il mio primo trail della stagione lo corro di sabato, così per cambiare un po’ le abitudini.

Sveglia alle 6 di mattina e già il tempo non promette nulla di buono, ma si sapeva. Mi trovo con Franz al XXV Aprile e partiamo alla volta di Ghemme (NO) dove per me il menù prevede 47 km di saliscendi in collina, mentre Franz, dopo la scorpacciata della settimana prima al Trail dell’Elba, sceglie il menù baby dei 20km.

Dice che oggi, con questo tempo, non mi invidia proprio; e in effetti neanche io: chilometri e chilometri sotto la pioggia, nel fango, con le pozzanghere che mi inzaccherano le scarpette nuove, con i guadi che ti raffreddano i piedi.

Poi al ritiro pettorali scopre che erroneamente gli organizzatori l’hanno iscritto sulla gara lunga. E ci manca poco che accetti e mi dia le chiavi della sua auto dicendomi che tanto arrivo prima io! Lo so che è colpa della “TORite” (malattia da TOR, chiedete a Franz se non ci credete), ma poi un lampo di lucidità: un breve conciliabolo e i suoi chilometri torneranno ad essere 20.

Nell’andare e tornare all’auto per la vestizione di rito, incontriamo poi altri Road che han deciso di prendersi un po’ di sole del sabato e che correranno la corta: Bruno, Robino, Sabina e Tiziano.

Speravo di correre in maniche corte, ma l’aria è un po’ troppo fresca e allora maglietta termica lunga, pantaloncini (quelli sì corti) il fido zainetto sulle spalle, cappellino per la pioggia e alle 9,30 si parte. In realtà gli organizzatori ci avvisano di aver accorciato la gara di 4 km, per sicurezza: l’acqua scesa nella notte è stata tanta e quindi meglio non rischiare.

Il percorso è collinare, nervoso e mai piatto ma discese e salite, eccetto due o tre ripide, sono lievi e quindi non si smette mai di correre. Non è proprio il mio percorso ideale, mi diverto di più con forti dislivelli, ma per iniziare ad abituare le gambe ad uno sforzo differente rispetto alle corse piatte su strada va bene.

Si corre per i viottoli in mezzo ai campi, si costeggiano vigneti, si entra addirittura in una cantina e si toccano diversi paesini, castelli e antiche dimore. Il sole aiuterebbe certamente ad apprezzare il luogo, ma per lo meno la pioggia, che comincia a scendere dopo metà gara, non è tremenda. Trovo anche alcuni tratti divertenti, come la discesa in mezzo al canneto, o i diversi guadi da attraversare. Ormai verso il 35°km io e quello che è stato il mio compagno di corsa per gli ultimi 10 km ci fermiamo spiazzati di fronte all’ultimo corso d’acqua.

L’attraversamento è ampio, la corrente non sembra scherzare e l’acqua marrone non ci permette di vedere il fondo! Ci guardiamo perplessi: ma dobbiamo passare di qua?? Corriamo o ci tuffiamo di testa? BOH! Ma l’esile cordicella che va da una riva all’altra non lascia dubbi. E allora…dentro fino alla vita.

Acqua gelata, usciamo in fretta, faccio qualche passo camminando ma parte un crampo al quadricipite sinistro. Eh no, lo sapevo, sciolgo un po’ il muscolo e ricomincio a corricchiare. Dico al mio compagno di avventura di continuare: “Lasciami qui, salvati almeno tu che puoi! Va’ e non guardarti indietro!”. Non ci pensa minimamente a dire “No, non ti lascio qui”. Riprende a correre e tanti saluti. Scherzo eh.

Ricomincio a correre anche io e dopo poco scorgo in lontananza un volontario che presidia percorso. Il mio Garmin segna 36km allora in testa puntualissima, comincia a girarmi la classica domanda “Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca?”. Appena lo affianco sapete cosa gli chiedo? Ecco.

Lui: “Due chilometri e mezzo, forse tre”. Io: “Seeee, dite sempre così e poi sono almeno il doppio!!!” E’ la prima volta che mi capita: aveva ragione lui! Entro in paese, vedo il campanile (c’è sempre il piccolo dubbio che non sia il paese giusto di arrivo, ma che si tratti solo di un paese), curva a sinistra, curva a destra ed ecco la voce dello speaker e una folla di persone urlante (non più di quindici penso, compresi i trailer arrivati prima di me) che mi accoglie tra le sue braccia.

Poi doccia caldissima, ritiro del pacco gara, birretta d’obbligo con Franz, ma anche cioccolata calda, attesa per le premiazioni in quello che quasi sembrava un paese disabitato e quattro chiacchiere con vecchi e nuovi amici. Quattro o quaranta chiacchiere? Non lo so, ma si fa sempre fatica ad andarsene e a darsi appuntamento ad un alta gara. Perché la compagnia è buona. E della pioggia chissenefrega.

Marco Frigerio

I risultati dei Road presenti:

Monteregio Trail – 40 km 635 mt D+
atletatimeposp.ti
TURCO
Marco Firgerio3:02:063289,53
Mauro Modica4:21:3189160,78
Claudio Ferrari5:07:21146125,15
Gabriele Amistani5:45:54159117,03
Monteregio Trail – 15 km 440 mt D+
atletatimeposp.ti
TURCO
Franz Rossi1:16:0169163,27
Bruno Meneghetti1:37:58188104,07
Tiziano Motta1:38:28190103,07
Sabina Frà1:42:0819799,59
Robino Arti1:42:0819899,09

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