Inserito da Cristiano Neri il 10/02/2008 alle 21:18 nella sezione cross & trail/1418/vc
Tutta questa storia ha avuto inizio alla seconda prova del Brianzolo… ma faccio un passo indietro.
Alla prima prova del campionato di Cross a Besana c′era un tempo da lupi: pioggia in abbondanza e freddo da battere i denti ed in più la mia categoria correva alle 16,35, dopo tutte le altre, e quindi ho corso pure con il buio. Ho incominciato la gara di pessimo umore, visto che dopo neanche trenta metri mi sono ritrovato solo come un fesso, bagnato da capo a piedi, a combattere solamente con il tempo: prima finiva e meglio era…
Sono arrivato all′arrivo che più che un podista sembravo un ippopotamo che si è divertito a rotolarsi nel fango; ho fatto un volo in piena palta con aggiunta di chiodi conficcati della coscia: ma che bello il cross!
Nonostante questa esperienza non mi sono dato per vinto e mi sono ripresentato alla seconda prova in quel di Giussano.
Qui il tempo è stato più clemente; le giornate incominciavano ad allungarsi un po′ e di conseguenza il mio umore era migliore. Alla partenza la solita storia, solo che in questa occasione i partecipanti erano di più e ce n′era anche qualcuno più alla mia portata.
Dopo la partenza il gruppo si allunga ed io rimango con Mario Trovato e altri di altre società a lottare per conquistare qualche punto in più per il nostro Club;
proprio in questa occasione vedo che nel gruppo c′è un ragazzo con capelli e barba biondi, con tanto di fascia in testa: eccolo, è il VICHINGO.
Purtroppo dopo vari cambi di posizione tra me e lui alla fine riesce a darmi qualche metro all′arrivo, ma io penso solo che mi ha soffiato un punto e niente di più.
Ormai a questo cross mi sono proprio affezionato; devo ammettere che quando Franz cercava di convincermi che era un′esperienza bella aveva ragione. Anche se sono già bambino di mio, il cross riesce a far uscire ancor di più il Peter Pan che è in me.
Alla terza siamo a Briosco. Anche qui il tempo è bello ma ci sono stati diversi inconvenienti per arrivare al campo gara: prima ho rischiato di andare a fare una partita con i pulcini della squadra locale e poi, chiedendo informazioni, stavo andando ad un raduno di motocross, esperienza condivisa con Joshua: sarà per questo che non è più venuto in auto con me? Mah…
Ma vengo alla gara. Partiamo e, anche grazie ai consigli dei Road che avevano già corso, incomincio la gara prudente. Anche qui noto il Vichingo: è davanti a me, ma non di molto. Al secondo giro riesco a stargli al passo; accenno un sorpasso, ma lui subito dopo mi risorpassa: è guerra aperta.
Arriviamo insieme all′ultima discesa, vedo lo striscione dell′arrivo a duecento metri e in un attimo decido:
ATTACCO! Grazie anche agli incitamenti di Robino, del Capitano Bucci, di Loredana e di altri Road riesco ad affiancarlo, ma proprio negli ultimi metri le gambe mi dicono “addio”. Vince ancora lui ed io non sono contento ed in più la mia rabbia è doppia quando la domenica mattina, guardando le foto di Mandelli, mi accorgo che i capelli del biondo mi nascondono nella foto dell′arrivo:
si sa, i Lords sono anche narcisisti! Però alla fine gli stringo la mano e mi complimento ma dentro di me nasce un′unica voglia: arrivare alla quarta prova.
Eccomi a Seveso. Mi guardo in giro ma il Vichingo non c′è e il mio stato d′animo è deluso; ad un certo punto un Road, che conosce la storia, mi chiama e mi fa vedere il MIO sfidante.
Stesso look per lui e stesso look per me, fascia per lui, cappellino bianco per me: la sfida è lanciata.
Alla partenza sembra che non mi calcoli nemmeno, ci sono solo i miei sguardi verso di lui. Ma poi noto che anche lui mi ha guardato. Mi dà subito una quindicina di metri ma è lì, riesco a vederlo.
Daniele, partito lento, mi sorpassa e mi incita a raggiungerlo ma io vado per la mia strada, gli dico che secondo me al secondo ed ultimo giro calerà; passiamo al primo giro, sento gli incitamenti Road ma in questa occasione non penso ai punti per la squadra (scusatemi!) ma solo a vincere su di lui.
Verso la prima salita provo ad attaccare, vedo che lui non reagisce e anche qui in un attimo decido:
ATTACCO!
Curva a gomito e mi accorgo che gli ho dato già dieci metri, ma non mi fido e continuo a forzare l′andatura; all′ultima curva Bucci mi grida di cambiare passo; io accelero a più non posso e guadagno pure una posizione.
Al traguardo mi giro ma non lo vedo…e io che pensavo che Ale mi incitasse per non farmi battere dal mio avversario!
Il Vichingo arriva dopo. Finalmente ci sono riuscito, l′ho battuto. L′indifferenza di inizio gara da parte sua era solo pre-tattica perché alla fine da buon avversario mi è venuto vicino e mi ha stretto la mano…questo è lo sport!
P.S.: per la cronaca, il Vichingo è al secolo Alberto Caspani e se dovesse leggere questo articolo spero che non se la prenda. Il soprannome gli è stato dato con simpatia.
Cristiano “Lord Blacks” Neri

Il Vichingo in azione.


