Inserito da Giuseppe Mauri il 26/03/2019 alle 16:00 nella sezione cross & trail/1418/vc
Ma che bel Campionato di corsa campestre abbiamo corso quest’anno!
Il Brianzolo 2019 è stato indubbiamente il cross delle tante novità: ogni tappa ha presentato un percorso rivisto rispetto agli anni prima; a Briosco addirittura è cambiato anche il campo di gara, cosa che ha causato una sorta di choc collettivo, di cui tanto abbiamo già parlato.
E’ stato l’anno del bel tempo, se si esclude la tappa di Oggiono dove, oltre al fondo innevato, la batteria dei master più giovani è stata colpita da una vera e propria bomba d’acqua che ha messo a dura prova gambe, muscoli e resistenza dei brillanti 30-40enni.
Ed è stato l’anno del nuovo gazebo dei Cremellas, bellissimo nella sua livrea scura che spicca sui prati dall’erba pallida, e dei ristori rinforzati, offerti da noi (soprattutto dal GP, a dire il vero…) per sdebitarci dell’ospitalità, continua e persistente.
Ma è stato anche il cross delle conferme: confermate le sette tappe, ormai classiche; confermate le girelle al ristoro di Desio; confermata la spettacolare vista del Resegone ad Oggiono, confermato il fascino dei saliscendi nel parco di Monza e confermata l’atmosfera da ultimo giorno di scuola, la scorsa settimana a Carate Brianza.
E confermata anche la nostra piccola festa finale: quest’anno ci abbiamo dato particolarmente dentro, tanto da poter parlare senza dubbio di una certa opulenza al gazebo dei Cremellas.
Alle consuete derrate infatti si sono aggiunti i salami del Fausto e le bottiglie di vino del Lucio che, anche quest’anno, non ha fatto mancare il suo contributo con tanto di fornitura di calici in cristallo che bere il vino buono nei bicchieri di plastica è peccato. Pane, salame, formaggio grana e anche una busta di salmone affumicato non ci hanno fatto certo rimpiangere i tempi gloriosi dello squadrone Road e delle mega mortadelle fornite da Antonio Brillo!
Siamo a metà pagina e non abbiamo ancora parlato della gara, e in effetti non ne parliamo proprio! Una splendida giornata con una temperatura esageratamente mite (in sintesi: un caldo porco per essere a metà marzo…), il solito magnifico parco di Carate, una bella cornice di pubblico e la consueta fatica bestia sono cose di cui abbiamo già parlato tante volte e quindi direi che è inutile indugiarvi ulteriormente, visto che essere stucchevoli è un rischio che sta sempre dietro l’angolo.
Questa volta vorrei usare qualche riga per ringraziare, che di gente da ringraziare ce n’è tanta!
Grazie innanzi tutto al gruppo dei ragazzi che di gare non se ne sono persa neanche una o quasi: e allora special thanks a GP e Maurizio, Lucio, Bianca, Lorella e Piermario.
Grazie anche a quelli che, per infortuni o impegni vari, non sono riusciti a correre un numero di tappe sufficienti per essere in classifica, ma hanno contribuito a far si che il Road anche quest’anno sia presente nella classifica finale a squadre dove non siamo neanche gli ultimi (siamo penultimi che è comunque meglio di ultimi…). E quindi grazie a Marco, al mr. Scala, a Cristiano, a Gianluca e Mario.
Grazie al Fausto e alla ASD Cremella per l’ospitalità e la pazienza e grazie a tutti per le chiacchiere, le battute, i commenti sempre venati di sana ironia, senza la quale discutere di corsa e prestazioni agonistiche al mio livello sarebbe francamente ridicolo.
Un grazie grande grande al Lucio. Grazie perché mi ha fatto un regalo magnifico: una maglia da ciclismo di altri tempi, che certamente userò alla prossima Eroica.
E infine grazie di nuovo al GP che in tutti questi racconti si è prestato a giocare il ruolo di protagonista dei miei squinternati racconti, di alter ego, e di avversario.
Ci si vede a Cantù nel duemilaventi (e, data l’età, sto scrivendo quest’ultima riga con una mano sola).
Giuseppe ‘GiMa’ Mauri

Giuseppe e Bianca, nel soleggiato dopo-gara di Carate


