Inserito da Stefano Scala il 14/03/2011 alle 13:02 nella sezione triathlon/1418/vc
Molti aspettavano con curiosità il primo raduno collegiale di triathlon organizzato dal Road a Loano, tanti non vedevano l’ora di partire per la riviera ligure, alcuni temevano la durezza degli allenamenti, altri smaniavano di cominciare, parecchi avevano lucidato appositamente le bici. Nessuno immaginava un meteo peggiore: pioggia battente il sabato, acqua a catinelle la domenica.
Ma il triathlon è sport che richiede versatilità. E i triathleti sono abituati a misurarsi contro ogni avversità. Aggiungete a questo mix esplosivo il proverbiale spirito Road e capirete che i tre giorni di Loano – per quanto funestati da un clima da stagione dei monsoni – sono stati un concentrato incredibile di sport, agonismo, simpatia, divertimento, abbuffate di km e di buona cucina, fiumi di mirto e di birra.
Tutto avrebbe dovuto iniziare venerdì 11 marzo alle 14.30 con il primo allenamento di nuoto ma, fin dalla mattina, gli atleti Road hanno invaso i corridoi dell’hotel Garden Lido, quartier generale della truppa. Si respirava un clima di attesa ma nessuno ha aspettato niente: c’è chi si è fatto qualche km a piedi sul lungomare, chi un paio d’ore in bicicletta. Così, giusto per scaldarsi.
Poi tutti in vasca. E nessuno ha tirato il fiato, nonostante la coach Astrid avesse previsto 2000m. filati di esercizi per il primo gruppo di nuotatori e 3 km tirati alla morte per il secondo gruppo.
Si arrivava così a metà pomeriggio… ora di fare un po’ di relax?
Per nulla, alle 18 il gruppo si è ritrovato in pista al campo di atletica di Boissano. E qui sono iniziate a cadere le prime gocce di pioggia. Nessun problema, indossati cappellini e mantelline, effettuato un buon riscaldamento con stretching e via… grande sfida sulla distanza dei 10.000 a terne: si sono composte squadre di tre elementi ciascuna, per cui ogni atleta faceva un giro di 400m. e dava il cambio al compagno. Via così fino a completare i 25 giri di pista di una gara di 10 km. La pioggia si faceva via via più fitta, la fatica aumentava ripetuta dopo ripetuta ma tutti hanno dato l’anima, sia i vecchi volponi del tartan sia chi metteva piede per la prima volta su una pista di atletica.
Cena sontuosa in hotel e dopocena con riunione di gruppo sugli aspetti tecnici del Regolamento Fitri e le nuove disposizioni per le aree di transizione, perché nel triathlon anche la Zona Cambio è fondamentale: si può addirittura venir squalificati per la bici riposta male sulle transenne, importante conoscere con esattezza regole e dettagli tecnici.
La mattinata di sabato è iniziata sotto una pioggia battente. Il gruppo era un po’ incerto su cosa fare. Ma la notevole disponibilità dimostrata dal personale dell’hotel ha permesso a tutti di risolvere la situazione nel migliore dei modi: approfittando di un miglioramento climatico, un manipolo di una ventina di temerari è uscito in bici, riuscendo a completare l’allenamento-bike asciutti e soddisfatti, ciascuno con il suo passo e ciascuno secondo le proprie capacità: chi ha fatto 80 km, chi si è assestato su un chilometraggio da distanza olimpica, comunque importante e intenso.
Gli altri, fidandosi poco del meteo, hanno sperimentato l’allenamento combinato spinning+corsa. Divisi in tre gruppi per ragioni di spazio, uomini e donne si sono alternati in 40’ di lezione di spinning seguiti a ruota da una sessione di corsa sul lungomare. Alcuni hanno raddoppiato l’allenamento: corsa–spinning–corsa oppure corsa e doppio training di spinning.
L’allenamento indoor ha piacevolmente stupito tutti coloro che non erano mai saliti su una spin-bike ed esaltato chi fa di questo una pratica abituale nei mesi invernali. Tanto che si è deciso di riproporre la cosa a tutto il gruppo per la domenica mattina, giorno in cui Giove pluvio non ha avuto alcuna pietà dei triathleti, scaricando sulla riviera di ponente ondate di pioggia a catinelle. Frattanto, nel pomeriggio del sabato, non è mancato il training in piscina: altri 1800m. di nuoto per il primo gruppo e quasi 2,5 km per il secondo.
E la sera di sabato immancabile ‘terzo tempo’ per i locali di Loano: fuori pioveva a secchiate ma dentro la birra scorreva a fiumi. E non si sono contati i bicchieri di mirto messi in tavola.
Una prima edizione sfortunata per il meteo, completamente stravolta come programma, ma assolutamente divertente ed esaltante. La prossima volta non potrà che andarci meglio. Perché ci sarà una prossima volta: preparatevi




