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Marathontrail Lago di Como

Inserito da ilaria72 il 17/07/2012 alle 12:12 nella sezione cross & trail

Marathon trail Lago di Como, 106 km- 6300 mt D+.

Della prima edizione 2011, in cui ho fatto il percorso da 36 km, ricordo l’emozione della vittoria, l’orgoglio, la soddisfazione e la festa che mi hanno fatto tutti.
Quest’anno, in preparazione ai Mondiali 24 ore, qualche trail lungo ci stava: sperimentare il disagio, la notte, la stanchezza, allenare la resistenza mentale alla fatica sono aspetti fondamentali anche se la corsa in montagna non è propriamente assimilabile a quella su strada.
Gli organizzatori poi mi avevano coccolato per tutto l’anno, offrendomi anche l’onore di avere il pettorale numero 1 (…wow…come quelle vere!!!) nell’edizione successiva e quindi senza indugio ho scelto il trail lungo.

Non amo descrivere i percorsi delle gare perché in fondo bisogna solo esserci e provarli.
Un trail vicino a casa, che parte da Como, passando per Campione d’Italia, Argegno arrivando poi a Menaggio: alcune salite davvero ripide, dei veri e propri “muri” come quello che sale da Campione a Sighignola: un km verticale che si sviluppa in 4,5 km di tracciato…praticamente è una parete, fatta sotto un sole implacabile e la maledizione di Minosse.
Arrivi in cima, trovi un piazzale, le auto, le turiste olandesi col gonnellino, tacco 8 e cocacola ghiacciata e ti chiedi se sia uno scherzo..o cosa…si poteva salire qui in macchina?!?!?!?

E’ stato forse in questo momento che ho invocato un po’ d’aria (non una tempesta) e qualche nuvola (non l’uragano…)
Ben presto (ero a Lanzo d’Intelvi) inizia a piovere sempre più forte, un lungo temporale di 5 ore, a tratti violentissimo. L’importante è essere ben attrezzati, e purtroppo ho visto molti atleti senza criterio né buonsenso…né rispetto per chi poi mette a rischio la propria vita per recuperare chi si fa male in montagna.
Nel momento peggiore, mentre attraversavamo un crinale completamente esposto, senza un albero, si è scatenato l’inferno.
40 minuti di grandine violenta, grossa come sassolini, nessun riparo e la montagna che franava morbida sotto i nostri piedi.
I sentieri erano diventati torrenti, i tombini saltati.
Vicinissimo a me fulmini ovunque, tanto che decido di nascondere i bastoncini metallici piegandoli sotto il k-way.
Non possiamo tornare indietro, il rifugio è troppo lontano, si deve scollinare la cima del M.Te Crocetta e scendere, non c’è scelta.
Qualche livido sulla mano che protegge il viso e sulle ginocchia, le sole parti esposte ai sassi-dal-cielo.

Siamo stati fortunati, anzi: siamo stati graziati… sono arrivata ad Argegno sana e salva, mi sono cambiata interamente e sono ripartita per l’ultima tappa, quella notturna.
La tensione restava alta, dopo quello che avevamo passato. Vedevo animali selvatici ovunque, addirittura un gruppo di 3 cinghialetti che mi hanno provocato una crisi di panico (lo ammetto….). Anche le mucche che dormivano nella notte mi sembravano minacciose..la mia capacità di accogliere imprevisti si era esaurita sotto la grandinata!
Di questa edizione 2012 ricorderò soprattutto la paura, il terrore puro di rimanere su quella cima Crocetta, in mezzo ai fulmini e alla grandinata a sassi. Non si sente la fatica, il dolore: si corre all'impazzata verso il basso, verso un riparo...poi si continua, si affronta la notte, finalmente serena. E' stata un'esperienza bellissima, ancora una volta un grande insegnamento. La forza selvaggia e distruttiva della natura, la sua energia pura e primordiale..i lampi che squarciano il cielo nella notte. La luce, il buio.....la solitudine e la meraviglia davanti ad uno spettacolo che pochi possono ammirare. Poi alle 3 di notte un sorriso, un fantasma con la mantellina rossa mi accoglie... "benvenuta sulla Cima Tremezzo". Sono sempre i sorrisi, a volte anche di uno sconosciuto, a modificare le sorti di una giornata, di un’impresa...che non dimenticherò facilmente!
Dalla Cima Tremezzo a 360 gradi, uno spettacolo mai visto: lontani temporali su tutta la Lombardia e la Svizzera, lampi che tagliavano in due l’orizzonte ed illuminavano il lago per una frazione di secondo.
Poi ancora il buio ed il vento che soffia in vetta. Uno spettacolo meraviglioso.

Grazie a Matteo Molinari, l’organizzatore, che al traguardo mi ha fatto subito cambiare idea.
Avevo giurato "mai più trail"...ma concedetemi il beneficio della paura: l’ho detto con le dita incrociate
Alla prossima
Ilaria

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Podio femminile della 106 km
Podio femminile della 106 km
Commenti
  • paulrunner 18/07/2012 alle 10:16:19 rispondi
    Bravissime le ultradonne

    Bravissima Ilaria con la consueta capacità di soffrire e di arrivare sino in fondo (e sul podio!). La miglior dimostrazione di quanto trail e strada non siano poi così distanti tra loro l'hanno data proprio le nostre due nazionali ultra, Ilaria è arrivata terza nella lunga e Roberta Orsenigo prima femminile nella corta da 36 km. Il dream team è rosa.

    Paolo Valenti
  • enrico.grimaldi 18/07/2012 alle 12:38:14 rispondi
    Brava Ilaria !
    Complimenti per la tua gara !
    E per il tuo ...coraggio!
    Enrico
  • waltervalli 18/07/2012 alle 13:44:42 rispondi
    Brava Ilaria!
    per me è sempre così: ogni volta che ti leggo, lo faccio sempre tutto d'un fiato e a bocca spalancata!
    e alla fine, mi dico sempre: "porca miseria! Brava Ilaria!".
    e poi me la rileggo e ri-gusto con + calma...
  • sgiannetti 19/07/2012 alle 10:44:17 rispondi
    Super Ilaria !
    Che tu sia super woman ormai non ci sono dubbi , anche in quest'occasione grande coraggio , grande tenacia ,e anche grande fortuna ( per fortuna !) .D'altro canto cosa ci aspettiamo da un azzurra della 100 km e della 24 h ...; a proposito in bocca al ..per Katowice , ti accompagnerà il tifo ideale di tutti . L'altr'anno ho vagato nella nebbia sul Crocetta e sul Tremezzo pioveva a dirotto e nel pratone non sapevo come scendere e alla fine da Argegno all'arrivo per 35 km ci ho messo quasi nove ore !Forse non fà mai bello a metà luglio sui monti lariani ...Molinari studia il calendario .
    A Valdigne in confronto "passeggiata di salute" con pioggia fine e vento ( no temporali )per le prime quattro ore di gara , ma poi scintillante giornata di sole con temeperature comunque fresche .Anche qui impavidi ( o incoscienti ) trailers salivano verso i 2650 metri del Rifugio Deffeys davanti al maestoso ghiacciaio del Rutor a braccia e gambe scoperte con 7/8 gradi .Mi chiedo però se continuava a piovere come saremmo potuti passare nel canalino verticale del Licony o come avremmo affrontato le roccette sospese sullo strapiombo della Cima Fetitta al 80 km di gara ( al buio per di più )?
    Riflessione finale : da un lato chi organizza le Ultra deve prevedere, quando previsto maltempo ,alternative di percorso e comunque non eccedere ad inserire solo per il gusto della spettacolarità passaggi comunque a rischio .
    D'altra parte troppo spesso i podisti sorvolano sul materiale obbligatorio o non lo indossano o sperano che nessuno controlli ( come a Valdigne per esempio ) .
    Ci si dimentica o non si conosce la tragedia del Mercantour dalla quale è nata la comune iniziativa degli organizzatori di inserire le regole del materiale obbligatorio .
    Ma al di là di tutto ,
    W il trail e le sue emozioni .

    La strada è ancora lunga ...

    STEFANO
  • Iron6Max 19/07/2012 alle 14:30:43 rispondi
    concordo con Giannetti

    Ne ho viste di cotte e di crude. Ho cercato ai ristori qualcuno che si prendesse la responsabilita di una squalifica, nessuno! Ed ero nelle retrovie. Sull'ultimo tratto esposto di punta Fetita c'era un idiota con le scarpe da strada che continuava a scivolare e a mantenersi avvinghiato alla corda...ed era tutto asciutto! Gli sono passato accanto urlandogli di stare fermo, alla fine della cresta mi sono girato ed era ancora all'inizio...ma come c'era arrivato? Perche' nessuno lo aveva fermato? Le scarpe da strada si riconoscono, no? Sul materiale obbligatorio c'era scritto scarpe da Trail, no? Comunque ques'anno a Chamonix alla partenza della mia unica gara stagionale (con mio Target quello di dare un dispiacere a Robino :-) ), se vedo qualcuno con uno zaino da 5 litri pianto un casino come non si e' mai visto!

    W la sicurezza in montagna
    W il Road

    Max
  • ilaria72 19/07/2012 alle 16:54:48 rispondi
    materiale obbligatorio
    ...avete perfettamente ragione: a me l'hanno controllato una sola volta in vita mia, al Bianco. Per il resto, avrei potuto avere dietro la tuta da sci o un acchetto di fazzoletti che era lo stesso.
    Nessuno ha il coraggio di CONTROLLARE effettivamente il materiale obbligatorio, sarebbe troppo impopolare squalificare qualcuno. Però si pensa di tutelarsi dicendo "io te l'avevo detto di portare xx"
    Risultato: chi viene da un passato, anche minimo, di esperienza in montagna sà che NON PERDONA, sa che nn si scherza e che il tempo varia in pochi minuti. Chi è un runner puro, spesso si comporta con arronganza e superiorità.Sotto la grandinata c'era un imbecille (si potrà dire!?!?) a braccia nude: si è devastato tutto e alla fine lo hanno fermato al punto di soccorso successivo. Non posso essere contenta se uno si fa male, ma al mattino dopo gliene ho dette dietro tante..... (visto che alla fine era sano e salvo. "Contuso e felice"...)
    A Como è mancato un coordinamento in vetta con le radio, nessuno degli organizzatori sapeva cosa stesse succedendo! come minimo avrebbero dovuto fermare la salita al Crocetta e deviare dal rif. Orimento, o non far salire + nessuno fino a che fosse passato.
    sono consapevole di essere viva per puro caso, probabilmente il mio papi ha dato una bella mano dal cielo.

    Però concordo con voi: nessuno rispetta le normali regole di buonsenso e della gara....Il Mercantour nn ha insegnato nulla....